Viaggio nelle suggestioni della pittura di Claudio Bassani
CASA DEL MANTEGNA 2 settembre – 26 ottobre 2014
L’attenta rivisitazione e l’accurata rilettura critica dei nostri maestri procede con questa antologica dedicata a Claudio Bassani che approfondisce e mette a fuoco un segmento dell’indagine sul territorio inaugurato con le rassegne dedicate alla Pittura e al Paesaggio del Mantovano. In quest’occasione la Provincia ha deciso di presentare e condividere un’esperienza appassionante: esaminare e celebrare l’opera di un artista la cui figura non è ancora conosciuta in modo adeguato dal grande pubblico e che merita invece veramente una presentazione importante, capace di rivelare un percorso pittorico originale e raffinato. La mostra mette, così, a fuoco un’attività perseguita spesso in silenzio, in appartato romitaggio. Le opere lentamente accumulatesi sono comunque sotto i nostri occhi, a testimoniare la dimensione felice della sua appartata ricerca. Dalle piccole nature morte degli anni Cinquanta, cariche di riferimenti casoratiani e morandiani, attraverso le Venezie degli anni sessanta in cui si colgono i riferimenti dell’artista alle esperienze di Mafai e Scipione, si snoda un percorso legato alla inquadratura più ricercata, in un equilibrio lentamente studiato e in cui tutto pare composto come per un connaturato calcolo. I colori delle sue tele narrano, negli anni giovanili, di un clima esistenziale legato al sentimento dell’uomo, di un uomo smarrito di fronte ad un’epoca di cambiamenti e di trasformazioni. Eppure le immagini che Bassani realizza sono serene, dense solo della purezza di segni, espressione di un incanto, di una delicata suggestione di fronte all’esercizio della pittura. E serene rimangono le sue istanze realistiche, negli anni settanta, quando si addentra nella rappresentazione della povera gente, in un immaginario popolato da figure cupe, da persone talvolta macilente e scheletriche. Alla fine, nell’appassionato circuito che rimanda a un pittore intento a riflettere sulla transitorietà delle illusioni pittoriche e sulla caducità della vita, dalle prime prove giovanili, tutte assicurate ancora al respiro della natura, a questo più recente affioramento di una diversa riflessione istintivopulsionale, ciò che emerge è l’autenticità di una vocazione pittorica, vocazione che si è articolata parallela a quella dell’architettura. Perché Claudio Bassani è stato, a Mantova, una delle figure più rilevanti dell’architettura del dopoguerra. È dunque questa un’operazione culturale, nata da proficue collaborazioni, che intende dare, a tutti coloro che amano l’arte, la possibilità di trovare, ritrovare, avvicinare uno dei protagonisti della pittura mantovana, un protagonista che non ha mai voluto apparire tale e che, forse proprio per questo, può dimostrare finalmente tutto il suo talento.
Francesca Zaltieri Vicepresidente, assessore al Lavoro, alle Politiche Culturali, ai Saperi e alle Identità dei territori
Informazioni:
La mostra rimarrą aperta con i
seguenti orari:
Mattino, da martedì a domenica 10-12.30 Pomeriggio, mercoledì e giovedì 15-17 sabato, domenica e festivi 15-18 Chiuso il lunedì.
Approfondimenti:
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